lettera al Ministero dell’Ambiente

Un gruppo di cittadine di S.Massimo, riunite nell’associazione “Il giardino delle Esperidi” ha inviato nel mese di Ottobre 2019 una lettera al Ministero dell’Ambiente, descrivendo la situazione del bosco “ex cava Speziala”.

Ecco il testo della lettera:

2019_10_22_lettera_a_Ministro_Costa

aggiornamento del 28 Novembre 2019. Il Ministero dell’Ambiente ha risposto! ecco qui la risposta: https://www.unparcoperlacitta.it/2019/11/28/il-ministero-dellambiente-ci-risponde/

 

 

Le cave di ghiaia ad ovest di Verona

Per inquadrare la questione, si veda una una scheda descrittiva della geologia del territorio ad Ovest di Verona, che evidenzia la peculiarità del sottosuolo, composto per grandissimi spessori di sabbia e ghiaia di origine alluvionale.

le CAVE di ghiaia a S.Massimo

E’ dal primo dopoguerra che S.Massimo e’ stato individuato come uno dei siti privilegiati per l’estrazione di sabbia e ghiaia, da destinarsi al settore dell’edilizia e delle strade. Leggi tutto “Le cave di ghiaia ad ovest di Verona”

Rassegna stampa 2019

Rassegna stampa e comunicati da altri siti

Si chiede la collaborazione di chiunque per comunicarci tutti gli i testi non qui citati, per integrare e tenere completa questa lista.

 

Incontro con i candidati sindaci (Apr. 2012)

EX-CAVA SPEZIALA: QUALE FUTURO?
INCONTRO CON I CANDIDATI SINDACI DI VERONA E LA CITTADINANZA

PRESSO IL CENTRO POLIFUNZIONALE
di Via Anselmi a San Massimo
martedì 24.04.2012 ore 21.00

Nonostante sia passato parecchio tempo dalle nostre ultime iniziative a favore del “parco per la città”, il nostro interesse è sempre vivo e vigile, per questo vi segnaliamo che ultimamente sono riprese delle attività inerenti la ex-cava speziala che potrebbero essere preoccupanti visto che di solito tali iniziative sono sempre state mirate ad attività che contrastano con la ferma volontà del quartiere di un recupero positivo di questa area che per lunghi anni è stata una spina nel fianco dei cittadini di San Massimo.

Ci riferiamo alla costruzione di una nuova pesa e del ripristino di uffici e container all’ingresso posto in via Lugagnano, nonché movimenti di mezzi all’interno dei tracciati solcati dalle ruspe. Sono stati effettuati inoltre dei carotaggi, questi potrebbero essere dovuti all’ingiunzione da parte degli uffici preposti comunali di controlli sul terreno (come da verbale 20.11.2011- conferenza dei servizi) e sui rifiuti posti nel sottosuolo durante gli anni di discarica abusiva che abbiamo dovuto sopportare per il disinteresse di chi avrebbe dovuto vigilare e far rispettare le leggi in quel periodo.
Un dato invece positivo è che, a seguito di un preciso e metodico calcolo effettuato da personale competente, è stato stimato che la presenza di piante, molte ad alto fusto, sia intorno al numero, per difetto, di circa 32000.( il calcolo è stato fatto suddividendo la superficie in aree omogenee, avvalendosi di foto aeree e da rilievi in campagna invernale dall’alto dei bordi della cava).
A questo punto è doveroso, come accaduto numerose volte nel passato, mettere in moto delle iniziative ed azioni per arginare e contrastare un possibile ennesimo tentativo di speculazione ai danni dei cittadini tutti, non solo quindi del quartiere visto l’estensione dell’area interessata, coinvolgendo chiunque possa portare un apporto concreto e positivo alla nostra causa, che è bene ricordare mira solamente a concretizzare un nostro diritto sancito per una vita migliore, di qualità e di salute.

Non siamo così ingenui da pensare che le vergognose azioni degli anni scorsi non siano più possibili, ma che una nuova coscienza ecologica e di diritti riconosciuti sia più sentita e presente nel cuore della gente e dei nostri amministratori, questo per lo meno ce lo auspichiamo, ricordando che la circoscrizione, il comune e la provincia hanno votato all’unanimità contro ogni intervento di riempimento della ex-cava speziala.
Purtroppo le troppe esperienze e casi ci insegnano che ogni tipo di riempimento, o di bonifica, che di solito preparano il terreno per interventi dello stesso tipo, sono sempre causa di abusi, non sono di per sè controllabili seriamente, portano anni di traffico, disagi ed inquinamento, per risultato finale avere una ulteriore speculazione edilizia di qualche tipo con ulteriori pressioni sul territorio e sull’ambiente che a questo punto si dovrebbe solamente lasciare fare il proprio corso come ci dimostra la realtà oggettiva dello stato attuale della ex-cava.
Chiediamo quindi fermamente, ancora una volta, di fermare quasivoglia progetto mirato a stravolgere lo stato attuale, un bosco di più di 30.000 piante, una prova di quanto la natura sappia rigenerarsi nonostante tutto.