Si presenta il progetto di Parco per Utilizzo sociale (1995)

Nel 1995 si presenta la prima versione del progetto richiesto dalla popolazione per l’utilizzo sociale dello spazio della ex-cava

il volantino con cui si presenta il progetto alla popolazione :

  1. 1995_03_24_suburbana_volantino.jpg

un articolo su un settimanale di allora, “veronasette”

La proprietà (o suoi intermediari) ripresenta l’ipotesi di RIEMPIMENTO ( per tramite del geologo sig. Stringa)
A questo fine monetizzarebbe i disagi con “almeno 25 miliardi di lire”

Fortunatamente, questa ipotesi non avrà alcun seguito, e, a dispetto di quanto da lui ipotizzato, si è formato un bosco.

Si fa una prima formale richiesta di cambio di destinazione d’uso dell’area, quale variante al P.R.G.

Si ottiene un documento dell’amministrazione Comunale, con gli importi di contributi versati dai titolari di cava. Si sperava che, come descritto nel documento, vi potessero essere fondi da utilizzare per l’acquisizione dell’area ex-cava Speziala da parte del Comune. Si scoprirà più avanti che saranno usati in altri contesti, NON nei quartieri interessati dai disagi subiti!

Nei mesi di agosto e settembre 1995 si raccolgono firme a sostegno del progetto di parco e richiesta di modifica al PRG. Si raccolgono le firme tra singoli cittadini ed associazioni

Infine, nell’ottobre 1995, le 1.950 firme vengono presentate alle amministrazioni pubbliche interessate.

Alcune amministrazioni prendono posizione in sintonia con i voleri dei cittadini (1993)

25 febbraio 1993 : il Consiglio Regionale del Veneto APPROVA una mozione che lo impegna a:

  • non riapprovare, stante un giudizio contrario del TAR, l’attività di discarica per l’ex-cava Speziala
  • impegnarsi affinche’ la “ricomposizione ambientale” avvenga con materiali inerti e nel rispetto della popolazione
  • lo spazio sia destinato a verde pubblico

Aprile 1993 : la richiesta che venga immesso, nel P.R.G. un vincolo per VERDE PUBBLICO e che l’area venga acquisita dal Comune di Verona

Un carteggio tra la 3°Circostrizione, quella comprendente S.Massimo e l’Amministrazione Provinciale di Verona con il quale si formalizza che viene preso atto della sentenza del TAR del 1991 e quindi nessuna altra operazione di discarica è autorizzata.

Il TAR ci dà ragione e la discarica viene fermata! (1991)

Il 1991 è l’anno di svolta nella storia dello sfruttamento del territorio e della popolazione di S.Massimo.
In questo anno si svolge il processo presso il T.A.R. che vedeva alcuni abitanti intorno la ex-cava Speziala presentare una denuncia contro i proprietari della cava e contro la Provincia di Verona ( che aveva autorizzato una attività di discarica per terre di fonderia).

Tra le attività collaterali ci sono state una comunicazione al Ministero dell’Ambiente.

Varie attività nel quartiere per tenere informata la popolazione…

Presentiamo qui alcuni stralci della sentenza del TAR

L’esito della sentenza viene comunicato ai cittadini

Nonostante la sentenza che ANNULLA LA CONCESSIONE DI DISCARICA, la proprietà CONTINUA, NEL GIUGNO E LUGLIO 1991, l’attività di discarica delle terre di fonderia!

la proprietà fa ricorso alla sentenza del TAR ( ma questo sarà poi rigettato )

 

Viene concessa l’autorizzazione alla discarica (1989)

Marzo 1989 : si cominciava ad intuire che il business del riempimento stava iniziando…
Lettera di richiesta chiarimenti alla circostrizione

Si formalizzano richieste di chiarimento alla amministrazione provinciale

Il 10 novembre 1989 l’Amministrazione della Provincia di Verona emana il DECRETO 400 del 1989 con il quale si esprime il consenso alla autorizzazione di attività di discarica !

10 novembre 1989 : Assemblea pubblica di presentazione della “nuova vita” della ex-cava Speziala. Si stava apprestando a diventare discarica.

Questo Comunicato-stampa riepiloga l’esito della assemblea e i tanti problemi che la discarica genera, nonchè i gravissimi rischi a cui si potrebbe andare incontro

Alcuni avvenimenti, una prima denuncia e alcune foto dell’attività estrattiva (1976)

1976 – un resoconto di alcuni avvenimenti, una prima denuncia e alcune foto dell’attività estrattiva

Quello che segue è un volantino “ciclostilato” (come la tecnologia consentiva allora…) che descrive quella che per l’epoca (1976) era già “la storia”

A seguito di abusi compiuti dai titolari dell’escavazione, già nel 1976 è stata inoltrata una prima denuncia

alcune immagini dell’area

 

 

 
per un lungo periodo si scava SOTTO LA FALDA FREATICA